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Ho trovato la vera cotoletta milanese da Alfredo Since 1964

Ho trovato la vera cotoletta milanese da Alfredo Since 1964

Ora finalmente ho una risposta per la domanda che mi viene posta da chi capita a Milano e cerca un consiglio: “dove posso mangiare qualcosa di tipico? Una cotoletta o un risotto che meritino?” Ecco io da due anni a Milano non li avevo trovati. Ora rispondo senza indugiare: vai da Alfredo Since 1964.

Un locale storico, aperto negli anni 60 quando si chiamava “Alfredo Gran San Bernardo”, che ora torna con un nuovo entusiasmo e un nuovo chef per farci gustare i piatti della tradizione. Una cucina fedele ai classici piatti milanesi, perché innovare non significa stravolgere ma solo apportare qualche modifica, qualche dettaglio di modernità. Lo sapete che la penso così e che più un posto mi trasporta ad altre epoche e più mi piace.

La settimana scorsa ho preso parte a una cena a porte chiuse, un percorso di sapori e suggestioni. L’ambiente classico, di quelli rassicuranti, dove la semplicità per me significa buon gusto, significa “non abbiamo  bisogno di arredi di tendenza che tra un mese vi daranno la nausea, qui è tutto autentico”. Quei posti in cui ti senti a tuo agio sia in jeans che in abito di velluto, perché il servizio è tradizionale, quindi gentile e piacevole.

aldredo-since-1964-3La cena si è aperta con i mondeghili, amici del resto  d’Italia, vi aiuto: trattasi di polpette, a base diDalla ricetta originale scompaiono i fegatini, per rendere il piatto alla portata dei palati di tutti. Ecco un primo esempio di come rinnovare un classico senza ucciderlo e di come far conoscere ai non autoctoni un piatto tipico. Arriva poi il risotto con ossobuco. E, ebbene sì, io sono del team midollo. Un sapore non per tutti, ma che unito allo zafferano è sorprendentemente delicato. Piatto pulito.

alfredo-since-1964-2Infine lei: la storica cotoletta. Qui tutti i presenti avrebbero gradito anche il bis. Panatura e cottura perfetti, che te ne accorgi anche se non sei “esperto”. Al sud la cotoletta la facciamo diversamente, con fettine sottili e una panatura un po’ approssimativa. Il segreto ce lo ha svelato il giovane chef Fabrizio Frongia: il pane utilizzato per ricavare il pangrattato è homemade, quello che potete trovare a tavola, preparato tutti i giorni dallo chef in persona. Nelle sue parole e nei suoi piatti tutta la passione per una cucina vera e di qualità, che ama tutti gli ingredienti e trae il meglio da ognuno.

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Finalmente un posto che, come nella moda, ci fa capire che le cose che durano e meritano di durare non solo le bizzarre tendenze del momento, ma quelle fatte con amore per la tradizione.

Info: Via Giuseppe Antonio Borgese, 14, Domenica chiusura, Lunedì – Venerdì: pranzo e cena, Sabato: solo cena

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