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Anni e momenti che avrei voluto vivere: la mia top ten
- Posted on: 3 Ottobre 2014
- by: serenaautorino
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“Nostalgia di epoche mai vissute” dicono così. E io mi incarno in questo sentimento, questa sensazione di essere nata un po’ nell’epoca sbagliata. Di guardare un film, ascoltare una canzone e pensare “ma perché mi emozionano di più di quelli di oggi?”, “perché fare shopping nell’armadio di mia madre è più divertente che farlo nei negozi?”, “perché la mia canzone preferita è sempre Little Less Conversation e non trovo ancora qualcosa di più entusiasmante?”, “perché la mia festa di laurea era anni ’50 e non mi interessava quasi festeggiare se non in quel modo?”. Perché il mio film preferito è Ritorno al futuro? Continue Reading
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Non so come si fa. Non so come ci si trasferisce. Non l’ho mai fatto.
Alcune persone fanno decine di traslochi in una vita, altre non ne faranno mai,
come quei nonni che hanno vissuto tutta l’esistenza nello stesso paese e nella stessa casa.
E non saprei quale delle due categorie è la più fortunata.
Ad ogni modo dovrebbero esserci delle lezioni. Dovrebbero fare dei corsi. Di vari livelli: esiste il
trasferimento d’urgenza, quello d’istinto, quello per necessità ed indesiderato.
Ognuno di questi ha le proprie difficoltà.
Esiste quello che si sogna da sempre e a cui si ci rende conto di non arrivare affatto pronti,
come il mio.
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Pop corn o cioccolata calda? Entrambi?
In famiglia, con il fidanzato o in beata solitudine?
Nel pomeriggio o in tardissima serata?
Vedere un film è, per ognuno di noi, un rito.
Alcuni film lo sono più di altri e sono, secondo me, quelli che ci rilassano, che ci rassicurano, perché anche rivederli per la decima volta ha su di noi lo stesso effetto della prima.
Il mio genere-relax è quello delle commedie d’altri tempi, quasi tutte americane anni 50-60, fatte di un umorismo semplice e un po’ pudico, timido. Quelle in cui per pochissimo ci si scandalizzava, per ancor meno si rideva.
Mi fanno sorridere e le trovo più divertenti di alcune uscite nelle sale negli ultimi anni.
Adoro le storie dei personaggi, mai troppo complesse, ma neppure banali.
Amo gli abiti delle protagoniste, immaginarmi in uno di quegli splendidi completi, a vivere una vita di esilaranti equivoci e lieti fine.
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Instagram oltre il cibo, gli outfit, i miliardi di selfie e il tantissimo spam, può nascondere dei piccoli capolavori social. Si tratta di profili pensati per qualcosa di diverso dal condividere le foto delle vacanze.Creati per seguire uno stile, esprimere un concetto, concretizzare un’idea. Questi, più di quelli delle celebrity, sono, secondo me, i profili da seguire.
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Lifestyle e Travel
La piccola grande categoria che racchiude il mio mondo: tutte quelle piccole cose dai grandi significati che fanno la differenza.


